La lebbra è una malattia infettiva cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae. Può colpire la pelle ed i nervi delle mani e dei piedi, ma anche gli occhi e le mucose nasali. In alcuni casi, inoltre, può colpire anche altri organi, ad esempio i reni e i testicoli. Se non viene curata la lebbra può causare deformità delle mani e dei piedi, cecità ed insufficienza renale.
In Italia sono stati presenti fino pochi anni fa alcuni focolai nel Sud, ma attualmente la quasi totalità dei casi riscontrati sono relativi a pazienti immigrati.
La lebbra è anche definita morbo di Hansen.
Non si conosce con esattezza quale sia il meccanismo di contagio della lebbra che, tra l’altro, non è molto contagiosa. Il contagio non avviene tramite semplice contatto occasionale con i malati, ma la maggior parte dei casi si verifica dopo un contatto protratto. I ricercatori ritengono che si possa essere contagiati dalla lebbra respirando le minuscole goccioline rilasciate nell’aria dal malato che tossisce o starnutisce. La stragrande maggioranza delle persone che entrano in contatto con il Mycobacterium leprae non si ammala, tuttavia i pazienti con difese immunitarie indebolite da disturbi cronici (diabete, HIV, AIDS o patologie cardiache) presentano un maggior rischio di contagio, perché i loro sistemi immunitari non sono abbastanza forti per combattere il batterio.
I bambini sono maggiormente a rischio rispetto agli adulti.
Lebbra, immagine delle dita (commons.wikimedia.org/wiki/File:Leprosy_hand_affected_fourth_digit.jpg)
Il decorso della lebbra è molto lento, la maggior parte dei pazienti affetti dalla malattia non presenta alcun sintomo per almeno un anno dopo l’infezione. Nella quasi totalità dei casi occorrono da 5 a 7 anni perché i sintomi si sviluppino. La lebbra danneggia i nervi e i muscoli e può causare piaghe, lesioni, gonfiori e protuberanze sulla pelle.
Esistono due forme di lebbra, quella tubercoloide e quella lepromatosa.
- La lebbra tubercoloide è la forma meno grave e contagiosa,
- mentre la lebbra lepromatosa è più grave e generalizzata, nonché maggiormente contagiosa. Questa seconda forma di lebbra può colpire diversi organi, ad esempio i reni, i testicoli, gli occhi e il naso.
La lebbra può avere diversi sintomi, a seconda della forma con cui si presenta. Tra di essi ricordiamo:
- lesioni e piaghe cutanee che non guariscono nemmeno dopo mesi. Le lesioni sono piatte o leggermente in rilievo, di colore chiaro o leggermente arrossato,
- gonfiori e protuberanze che deturpano la pelle,
- perdita di sensibilità della pelle, perché i nervi sottocutanei sono danneggiati,
- debolezza muscolare.
Se non viene curata, la lebbra può causare danni permanenti ai nervi delle mani e dei piedi. Il paziente può avere problemi a percepire il dolore e la temperatura in queste zone. Se le dita delle mani o dei piedi perdono sensibilità, ci si può bruciare, tagliare o far male accidentalmente. Le lesioni e i danni ripetuti ai nervi possono causare debolezza muscolare, deformità e persino la perdita delle dita. La lebbra non curata, inoltre, può causare gonfiore, piaghe e lesioni cutanee più gravi.
Se la lebbra danneggia le mucose nasali, può causare sanguinamenti nasali frequenti e sensazione continua di naso chiuso. Se invece colpisce gli occhi, può provocare il glaucoma e addirittura la cecità. La lebbra lepromatosa è in grado di diminuire la quantità di testosterone e il numero degli spermatozoi, con conseguente disfunzione erettile e sterilità. Nei casi più gravi la lebbra può arrivare a danneggiare i reni, con conseguente insufficienza renale.
Lebbra, foto delle lesioni (commons.wikimedia.org/wiki/File:Leprosy_thigh_demarcated_cutaneous_lesions.jpg)
Il medico vi rivolgerà diverse domande relative al vostro stato di salute presente e passato e ai sintomi che avvertite. Con ogni probabilità, inoltre, eseguirà una biopsia, cioè preleverà un campione di pelle infetta per controllare se è presente il batterio Mycobacterium leprae.
Per curare la lebbra si usano antibiotici appositi, in grado di eliminare il Mycobacterium leprae dall’organismo ma non di curare le lesioni ai nervi né le deformità causate dalla malattia. Proprio per questo è fondamentale iniziare la terapia il prima possibile. Potrà essere necessario assumere gli antibiotici per sei mesi o più, a seconda della gravità dell’infezione.
Anche se il rischio di contagio è trascurabile, è comunque possibile diminuirlo. Il modo migliore per prevenire la lebbra è evitare il contatto con le secrezioni e con le lesioni cutanee dei pazienti ammalati.
Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno
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