Sessuologia: Le fantasie sessuali (Dott. C. Benassai)

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Il fantasticare costituisce solo una delle tante modalità di funzionamento del nostro cervello, un modo naturale di usarne efficacemente il potenziale, che insorge spontaneamente e che può essere rinforzato o inibito da molteplici fattori interni ed esterni all’organismo.

Il fantasticare può essere di aiuto per calmarsi e consolarsi, può rendere un lavoro noioso più tollerabile, aiutarci ad affrontare la solitudine e la noia nel contesto della routine quotidiana, farci capire meglio quali sono i nostri desideri e le nostre ambizioni, ridurre temporaneamente le tensioni, anche quelle associate a desideri sessuali aggressivi o insoddisfatti.

Gli esperti sostengono che le persone più dedite alle fantasie (al cosiddetto “day-dreaming”) possiedono risorse psicologiche superiori rispetto a coloro che sono moderati sognatori ad occhi aperti (avrebbero, per esempio, una vita sessuale più soddisfacente). Inoltre, i soggetti psicologicamente sani utilizzerebbero il loro fantasticare in modo da potenziare i sentimenti positivi verso se stessi, mentre i soggetti stressati sarebbero portati a interpretarlo come ulteriore segno di inadeguatezza. Il fantasticare, quindi, rivestirebbe un ruolo chiave nel creare e mantenere una condizione di benessere psicologico o, al contrario, di stress.

Entrando più nello specifico, le fantasie a carattere sessuale sono costituite da un insieme di immagini o rappresentazioni mentali, più o meno complesse e articolate, che hanno come tematica principale comportamenti che possiamo definire “sessuali in senso lato”, accostati o meno a tematiche differenti. Queste fantasie assumono una forma talvolta bizzarra, ma sono sempre sottese al desiderio sessuale che trova così un’espressione concreta. Esse hanno un valore erotizzante che può talvolta tradursi in una vera e propria eccitazione genitale.

Le fantasie sessuali rappresentano la più privata e la più frequente esperienza sessuale dell’essere umano, un’autentica espressione del nostro assetto psicosessuale, non interferiscono in alcun modo con il piacere sessuale, semmai lo incrementano, né costituiscono un segnale di una qualche difficoltà psicologica.

Dobbiamo tenere presente che qualsiasi comportamento sessuale si accompagna a una qualche attività immaginativa che lo può contrastare o favorire. Infatti, il più potente organo sessuale è, senza ombra di dubbio, il nostro cervello e, di conseguenza, le fantasie acquistano importanza, non solo come una delle tante forme di attività sessuale, ma anche come fattore essenziale in ogni fase del ciclo di risposta sessuale: dal desiderio all’eccitamento, dall’orgasmo alla risoluzione.

L’attività sessuale di ognuno è profondamente condizionata da cliché culturali, freni o conflitti personali e da regole e influenze ambientali, ma tale condizionamento sarebbe molto meno influente per le fantasie sessuali.

Numerose sono le ricerche che comprovano le differenze tra l’immaginario erotico maschile e quello femminile, evidenti anche al senso comune. Nei maschi, durante l’attività sessuale, c’è una maggior frequenza di fantasie sessuali rispetto alle donne: questo è spiegato dal fatto che gli uomini decodificano eroticamente gli stimoli visivi e che durante la socializzazione i maschi imparano ad essere meno inibiti e più audaci; le donne, invece, tendono a percepire gli stimoli nella loro globalità, cosa che renderebbe più difficile la produzione di fantasie erotiche. Anche durante la masturbazione le fantasie sessuali sono più frequenti nei maschi; molte fantasie che le donne utilizzano durante l’autoerotismo non hanno a che vedere con il sesso attivo, ma con atteggiamenti, come, per esempio, trovarsi nude su una spiaggia.

Per quanto riguarda i temi, gli uomini farebbero più frequentemente fantasie di prestazione, voyeuristiche, poligamiche, orogenitali, feticistiche, iniziatiche, di coazione attiva. Nelle donne prevarrebbero tematiche esibizionistiche, narcisistiche, masochistiche, omosessuali, di prostituzione, con una preferenza per situazioni sessuali particolari (davanti al camino, nella vasca da bagno, in un prato, in ascensore…) e con un’attenzione considerevole per l’interazione precedente il rapporto e per le caratteristiche dell’ambiente. Nelle donne si indugia su dettagli e preliminari mentre la scena immaginata si snoda lentamente; negli uomini si arriva con rapidità alla conclusione della fantasia, che comporta solitamente la completa gratificazione sessuale. Le fantasie di costrizione (essere legati e violentati) non comporterebbero differenze significative tra i due sessi.

La dimensione affettiva è un altro punto di notevoli differenze: per i maschi l’appagamento sessuale è imprescindibile e spesso indipendente dal legame affettivo; per la donna, invece, esso è secondario all’amore romantico e all’esperienza di essere amata. Sia i maschi che le femmine provano, durante le fantasie, dei sentimenti positivi, in cui sono fondamentali il coinvolgimento e la piacevolezza, ma per la donna è più frequente che il piacere sessuale sia associato a sentimenti di affetto, tenerezza e amore. Le fantasie solitamente provocano nell’uomo un’eccitazione fisica e nelle femmine un risveglio emotivo. in particolare, a provocare eccitazione fisica nell’uomo sono soprattutto immagini visive, mentre nelle donne producono lo stesso effetto fantasie più implicite, come quelle di essere baciate, abbracciate e accarezzate: si tratta di fantasie in cui i particolari sessuali sono inseriti in un contesto generale e mischiati con altri dettagli, come l’abbigliamento, le mani, i gesti. Nelle fantasie maschili i dettagli sessuali prevalgono sul contesto e sono più espliciti, con una rilevante importanza attribuita agli organi e ai comportamenti genitali.

Per le donne sono essenziali gli aspetti di personalità del partner, preferiscono avere una chiara immagine dei lineamenti del suo volto, fantasticare su persone con cui sono emotivamente coinvolte; al contrario, gli uomini privilegiano gli aspetti fisici e le immagini genitali, desiderano avere rapporti senza coinvolgimenti affettivi e immaginano persone che hanno incidentalmente incontrato e che hanno risvegliato il loro interesse; la maggior parte delle volte, la donna si vive come oggetto del desiderio maschile (il che può corrispondere a un bisogno di valorizzazione narcisistica) mentre l’uomo tende a rivestire un ruolo attivo e infatti, nell’assistere a scene di rapporti sessuali, il maschio immagina la donna come oggetto sessuale, vorrebbe toglierla dalla scena e possederla, mentre la donna si identifica con la partner femminile. Non sono da trascurare le importanti similitudini presenti nelle fantasie sessuali di entrambi i sessi, come la vivacità, la spontaneità, il realismo, l’essere fonte di piacere. Uomini e donne condividono il fatto di poter organizzare le fantasie sessuali avendo come partner oggetti proibiti, senza provare sentimenti di colpa.

Un’ulteriore prova delle differenze tra il mondo immaginario maschile e quello femminile è offerto dal cinema, dalla televisione e dai romanzi erotici. Basta pensare al contrasto tra romanzi rosa femminili e pornografia maschile per capire che gli autori, cercando di favorire il processo di identificazione dello spettatore con i protagonisti, fanno leva sugli elementi fantastici dei fruitori delle loro opere. La pornografia classica, prodotta per gli uomini, riassume tutte le caratteristiche che sono fonte di attrazione per i maschi: prevalgono le immagini visive di corpi nudi e i primi piani sugli organi genitali, mentre l’elaborazione emotiva e le trame articolate sono secondarie alla gratificazione fisica.

Le produzioni per il pubblico femminile (romanzi rosa, soap-opera…) forniscono una stimolazione sessuale simile a quella delle fantasie sessuali e costituirebbero una sorta di pornografia “soft” socialmente più accettabile; soprattutto negli ultimi tempi viene dato sempre maggior rilievo all’attività sessuale delle protagoniste, ma questa è, comunque, al servizio della trama: la storia d’amore, la scelta del compagno per la vita restano fondamentali.

Far riscorso alle fantasie sessuali e dare spazio all’immaginario erotico è assolutamente normale e positivo, in quanto permette di esplorare, in forma innocua e sicura, le proprie sensazioni, pulsioni e desideri. Alcune fantasie possono essere da confidare, altre non è detto che si voglia renderle reali, ma l’importante è sempre accettarle per quello che sono, senza ansie, e, magari, comunicarle e condividerle con il partner, perché, se usate in modo giusto, possono rendere più stimolante la nostra vita sessuale.

Il piacere trova una componente essenziale nella fantasia poiché la capacità di erotizzarsi mentalmente rappresenta il substrato su cui nasce il desiderio. Perché le fantasie sessuali siano il vero afrodisiaco per i nostri rapporti occorre, però, che la mente sia dinamica e vivace. Se da un lato l’ansia, la depressione, la rabbia e le difficoltà interpersonali inibiscono il presentarsi delle fantasie sessuali, dall’altro le sensazioni di benessere, l’intimità e la fiducia nel partner ne incoraggiano la formazione; quindi, avere un ricco immaginario erotico è un importante indizio di una buona salute psicofisica.

Dott. Claudio Benassai – Psicosessuologo

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