Smettiamo di buttare le medicine nell’immondizia!

 Smettiamo di buttare le medicine nell’immondizia!

In un momento in cui tutta Europa affronta una grave crisi, come possiamo continuare a buttare i farmaci nell’immondizia? I sistemi di distribuzione e immagazzinamento di farmaci variano di paese in paese ma il blogger spagnolo Vicente Baos, specializzato in medicina, ha trovato uno studio non recentissimo, ma che riflette le dimensioni di questo spreco di denaro (spesso pubblico).

Con questo titolo suggestivo è stata pubblicata una lettera al direttore sul numero di Maggio della rivista spagnola  Atención Primaria. Gli autori che fanno parte del Centro di Salute di Mariñamansa, ad Orense, hanno raccolto per un mese intero tutti i farmaci ed il materiale sanitario scartato dai pazienti, medici ed infermiere, per riciclarli in forma corretta ed evitare che vengano eliminati come semplice immondizia.Controllando minuziosamente i contenuti delle scatole, hanno calcolato soltanto nel mese di febbraio del 2008 119 unità per un valore di 2.740 euro.

- Consegnato dai pazienti ( e bisognerebbe anche ringraziarli per averli lasciati lì e non direttamente nell’immondizia) 78 confezioni, il 47% integre ed il 56% non scadute: 1444 euro. Tre confezioni erano ad uso ospedaliero, per un valore di 645 euro.

- Campioni gratuiti lasciati da visitatori medici: 22 integri e 16 non scaduti: 208 euro.

- Restituiti dai pazienti: 13 glucometri ( 4 ancora sigillati) e confezioni di strisce per la glicemia ( 3 di 4 confezioni ancora intatte, ma tutte scadute: 908 e 108 euro).

Il coraggioso sforzo di questo gruppo di quantificare ed analizzare lo spreco merita una menzione.Pazienti che non apprezzano ciò che pagano ad un prezzo inferiore al reale, medici ed infermiere che stabiliscono trattamenti in un centro di salute o in ospedale senza consultare i pazienti o senza essersi almeno assicurati di avergli fatto capire in cosa consistono, auto-misurazioni di glicemia capillare assurde che non portano ad una presa di coscienza del controllo metabolico del diabete.Sprechi multilaterali. Ed è qui dove bisogna cominciare a lavorare per adeguare il nostro sistema sanitario ai tempi attuali.

E per farlo c’è bisogno di tempo e buona volontà da parte dei professionisti, di limiti e corresponsabilità tra i pazienti e gestori che devono conoscere almeno sommariamente questo tema oltre, ovviamente, a rivestire il compito proprio di ogni medico di famiglia.

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