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><channel><title>chalis o cialis - Dove comprare online ? &#187; ricerca</title> <atom:link href="http://chalis-cialis.com/tag/ricerca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://chalis-cialis.com</link> <description>Si chiama Chalis o Cialis ? Scopri il potente alleato per le tue notti di passione!</description> <lastBuildDate>Tue, 22 May 2012 22:00:22 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator> <xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" /> <item><title>Tumore alla Prostata, non per forza va tolto</title><link>http://chalis-cialis.com/tumore-alla-prostata-non-per-forza-va-tolto/</link> <comments>http://chalis-cialis.com/tumore-alla-prostata-non-per-forza-va-tolto/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 21:00:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Mr. Maximus</dc:creator> <category><![CDATA[Uncategorized]]></category> <category><![CDATA[impotenza sessuale]]></category> <category><![CDATA[intera]]></category> <category><![CDATA[pericolo]]></category> <category><![CDATA[ricerca]]></category> <category><![CDATA[tumore]]></category><guid
isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/tumore-alla-prostata-non-per-forza-va-tolto/</guid> <description><![CDATA[Pubblicato il aprile 11th, 2012 da grazia Il tumore maschile per eccellenza, che colpisce la ghiandola della prostata causando sintomi &#099;&#111;&#109;&#101; incontinenza e impotenza sessuale, nel 75% dei casi non è aggressivo al punto da necessitare un intervento chirurgico per &#8230; <a
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href="http://benessere.guidone.it/author/grazia/">grazia</a> <img
src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2012/05/1336165212-84.jpg" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="Tumore alla Prostata, non per forza va tolto" alt="1336165212 84 Tumore alla Prostata, non per forza va tolto" /> </a><p>Il tumore <a
title="maschile" href="http://problemierezione.com/topills">maschile</a> per eccellenza, che colpisce la ghiandola della prostata causando sintomi &#099;&#111;&#109;&#101; incontinenza e impotenza sessuale, <strong>nel 75% dei casi non è aggressivo al punto da necessitare un intervento</strong> chirurgico per la sua rimozione.</p><p>Un recente studio olandese ha rivelato questa novità, coinvolgendo nella ricerca ben 17 nazioni europee e centinaia di soggetti, scoprendo che nella maggioranza dei casi <strong>il tumore è talmente piccolo e &#8220;innocuo&#8221; da poter rimanere perfino nascosto per una vita intera.</strong> Infatti, l&#8217;uomo si accorge di avere un problema alla prostata solo quando insorgono i sintomi e questo accade quando il tumore ha una dimensione grande e un carattere più aggressivo. Ma in molti casi questo non succede.</p><p>Ciò comunque non vuol dire che non esista il pericolo. Significa solo che, monitorando e controllando periodicamente l&#8217;evoluzione del tumore, <strong>si potrà decidere se e quando operare</strong>, ovvero nel caso in cui l&#8217;aggravarsi della situazione lo richiede. Ma finché si tratta di qualcosa di piccolo, non fastidioso e localizzato basterà seguirlo con il programma di controllo stabilito dal progetto Prias (Prostate Cancer Research International Active Surveillance) e lasciarlo lì dov&#8217;è, evitando al paziente inutili ansie e disturbi post operatori preventivi.</p><p> Tag:<a
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isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/romanotizie-it-la-molecola-dellamore-fa-bene-al-cuore-lo-studio-della-sapienza-sulla-rivista-circulation/</guid> <description><![CDATA[Il gruppo di ricercatori della Sapienza, coordinati dal professor Andrea Lenzi, ha pubblicato su Circulation, la rivista più prestigiosa del settore cardiovascolare, una ricerca che potrà rivoluzionare l’uso di alcuni farmaci (in particolare il Sildenafil – Viagra®) finora usati solo &#8230; <a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2012/04/1334901621-44.jpg" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="ROMANOTIZIE.IT   La molecola dell&#8217;amore fa bene al cuore: lo studio della Sapienza sulla Rivista Circulation" alt="1334901621 44 ROMANOTIZIE.IT   La molecola dell&#8217;amore fa bene al cuore: lo studio della Sapienza sulla Rivista Circulation" /><p>Il gruppo di ricercatori della Sapienza, coordinati dal professor Andrea Lenzi, ha pubblicato su Circulation, la rivista più prestigiosa del settore cardiovascolare, una ricerca che potrà rivoluzionare l’uso di alcuni farmaci (in particolare il Sildenafil – <a
title="Viagra" href="http://problemierezione.com/topillsv">Viagra</a>®) finora usati solo &#112;&#101;&#114; disturbi di natura sessuale: le note pastiglie stimolanti, &#110;&#111;&#110; solo &#110;&#111;&#110; sarebbero pericolose &#112;&#101;&#114; il cuore come si pensava, ma avrebbero al contrario effetti benefici su determinate patologie cardiovascolari. I problemi che si sono verificati in concomitanza &#099;&#111;&#110; l’uso di tali sostanze sarebbero infatti da imputarsi all&#8217;associazione &#099;&#111;&#110; altri medicinali.</p><p>I ricercatori della Sapienza hanno dimostrato che questi farmaci agiscono su una molecola bersaglio, la fosfodiesterasi di tipo 5, che è in grado di intervenire sulle trasformazioni cardiache indotte dal diabete mellito. Il diabete come l’ipertensione o le altre malattie del sistema circolatorio, infatti può provocare un ingrossamento del cuore e una alterazione delle fibre del ventricolo sinistro che durante il battito si contrae di meno facendo ruotare di più il cuore. Tali alterazioni sono state misurate &#099;&#111;&#110; una particolare tecnica di risonanza magnetica.</p><p>In collaborazione &#099;&#111;&#110; le strutture di radiologia e di cardiologia della Sapienza, il gruppo del professor Lenzi ha dimostrato che l’inibizione della fosfodiesterasi di tipo 5 è in grado di riportare queste alterazioni &#097; un livello vicino alla normalità nei pazienti diabetici e &#097; confermare &#099;&#111;&#110; indagini molecolari l’azione del <a
title="farmaco" href="http://problemierezione.com/topills">farmaco</a> sulle cellule cardiache.</p><p>“Questi dati potrebbero aprire le porte &#097; una nuova classe di farmaci anti-rimodellamento, in grado di contrastare lo scompenso cardiaco che rappresenta una causa di morte nel paziente diabetico” &#8211; afferma il prof. Lenzi &#8211; “tale risultato mi rende particolarmente orgoglioso perché il successo della ricerca viene da un gruppo di giovani studiosi, Elisa Giannetta (ricercatrice &#097; tempo determinato di 33 anni) e Andrea Isidori (ricercatore confermato di 37 anni) &#097; testimoniare, che l’università italiana è ancora in grado di investire nelle giovani risorse e competere &#099;&#111;&#110; ricerche di livello internazionale”.</p><p>L’articolo è online sul sito: <a
href="http://circ.ahajournals.org/content/early/2012/04/11/CIRCULATIONAHA.111.063412.abstract" rel='nofollow external'>http://circ.ahajournals.org/content&#8230;</a></p><p> CONDIVIDI</p><p><a
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isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/il-52-le-certezze-perdute-del-maschio-moderno/</guid> <description><![CDATA[Number &#111;&#102; View: 87 Durante l’inverno del 2010, compare &#105;&#110; tv una campagna di sensibilizzazione al problema dell’erezione negli uomini. Così recita:  “ Il 52% degli uomini &#099;&#111;&#110; più di 40 anni soffre di problemi di erezione: Stress, stanchezza, ansia da prestazione. E &#8230; <a
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href="http://chaliscialis.com/topills/">erezione</a> negli uomini.</p><p>Così recita:  “ Il 52% degli uomini &#099;&#111;&#110; più di 40 anni soffre di problemi di <a
title="erezione" href="http://problemierezione.com/topills">erezione</a>: Stress, stanchezza, ansia da prestazione. E il maschio fa flop. Secondo una ricerca dell’ISPO le giustificazioni più ricorrenti per chi fa cilecca sono lo stress della vita quotidiana (52%) e la mancata intesa &#099;&#111;&#110; la partner (27%). Qualcuno parla anche di alcol e cattiva alimentazione. Il problema è che spesso gli uomini tendono &#097; minimizzare o negare il problema, &#099;&#111;&#109;&#101; se &#110;&#111;&#110; parlarne bastasse &#097; risolverlo. Basta scuse!”</p><p>Questa è la campagna di informazione, che propone visite gratuite che aiuteranno gli uomini &#099;&#111;&#110; problemi di erezione &#097; sbarazzarsi di tabù e problemi sessuali.</p><p>Prendendo spunto da questa campagna, ho pensato di fare una piccola ricerca e dare &#117;&#110; mio contributo che approfondisca &#117;&#110; fenomeno certamente diffuso e preoccupante e che rappresenta il sintomo di &#117;&#110; disagio ben più profondo.</p><p>Quello che segue è solo &#117;&#110; estratto del lavoro che sto portando avanti, spogliato di tutta una struttura teorica su cui poggia, ma che &#110;&#111;&#110; è possibile riportare per problemi di spazio e di leggibilità &#105;&#110; questo contesto.</p><p>Premetto e vorrei che questa premessa sia condivisibile &#099;&#111;&#110; chi intende leggere questo contributo, che il mio approccio alle problematiche di genere &#110;&#111;&#110; è e &#110;&#111;&#110; sarà mai oppositivo. Voglio dire che trovo piuttosto scadente e riduttivo, affrontare tali problematiche accusando l’altra parte di avere atteggiamenti e comportamenti che generano &#105;&#110; quell’altra, questa o quell’altra cosa.</p><p>Sarò ancora più chiaro: &#110;&#111;&#110; penso che una condizione di generica depressione dei maschietti, &#099;&#111;&#109;&#101; &#105;&#110; molti affermano, sia riconducibile ad atteggiamenti femminili che avrebbero il potere di indurla. Così &#099;&#111;&#109;&#101; &#110;&#111;&#110; ho mai pensato che i problemi al femminile, siano riconducibili ad atteggiamenti maschili.</p><p>Non entro ulteriormente nel merito di questo, sperando sia chiaro il mio modo di vedere e &#099;&#111;&#110; una metafora aggiungerei che siamo tutti sulla stessa barca e le differenze di genere possiamo solo utilizzarle &#099;&#111;&#109;&#101; un’enorme opportunità, più che un’arma per imbastire processi di colpevolizzazione ecc.</p><p>Fatta questa premessa sposterò la mia attenzione sul maschio e sui suoi riferimenti tradizionali che, inevitabilmente, hanno subito delle profonde modificazioni.</p><p>Fino alla metà del novecento, più o meno, il maschio viveva piuttosto distaccato dalla famiglia &#105;&#110; quanto era totalmente impegnato nella professione. Poteva essere &#117;&#110; pastore, &#117;&#110; ragioniere o &#117;&#110; professore, ma comunque sia, lui era solo quello. Al di fuori del suo ruolo professionale &#110;&#111;&#110; aveva particolari interessi e &#110;&#111;&#110; era coinvolto &#105;&#110; nessuna particolare attività. La frequentazione di bar, osterie, dopolavoro ecc, erano i modi &#099;&#111;&#110; cui consumava il rimanente tempo libero della giornata, quando c’era. &#099;&#111;&#110; l’arrivo di &#117;&#110; figlio si festeggiava &#099;&#111;&#110; gli amici al bar, si brindava e se era maschio si brindava &#099;&#111;&#110; più decisione.</p><p>Festeggiare &#105;&#110; società il nuovo arrivato è sempre stato &#117;&#110; momento &#105;&#110; cui il maschio poteva dimostrare la propria virilità attraverso una prova certa.</p><p>Ciò &#110;&#111;&#110; avveniva soltanto &#105;&#110; &#117;&#110; ceto medio basso, ma se pure attraverso comportamenti più pacati, avveniva anche &#105;&#110; ceti medio alti.</p><p>I maschi, nonostante siano stati storicamente la sola, o quasi, fonte di reddito per la famiglia &#110;&#111;&#110; si sono mai preoccupati della numerosità della prole. Nonostante ogni figlio fosse una nuova bocca da sfamare, la loro numerosità &#110;&#111;&#110; è stata mai contrastata &#105;&#110; quanto era prevalente il bisogno di affermare la propria virilità.</p><p>Virilità e ruolo socio-professionale hanno rappresentato i due pilastri indiscussi del maschio, indipendentemente dal tipo di professione.</p><p>Il maschio che faceva il contadino era il Contadino, il ragioniere il Ragioniere, il professore, il Professore e così via[1].</p><p>Quindi, l’identità di &#117;&#110; maschio si è sempre retta su due elementi. Da una parte il ruolo professionale e dall’altra la virilità.</p><p>Proseguendo il mio pensiero mi sono posto due domande che ritengo cruciali per comprendere la dinamica maschile e l’attuale crisi che si esprime, anche, attraverso il problema dell’erezione.</p><p>Perché il maschio si è identificato totalmente nella sua professione?</p><p>E perché per &#117;&#110; maschio è così importante la sua virilità, tanto da avere bisogno di continue conferme?</p><p>Per quanto riguarda l’aspetto professionale, la risposta è piuttosto semplice e intuitiva. Nella famiglia tradizionale una donna si occupava della famiglia e &#105;&#110; modo particolare della prole che, oltre ad essere più numerosa rispetto ad oggi, era fortemente minacciata da una mortalità infantile elevata. Ed è scontato il fatto che l’accudimento materno, &#105;&#110; particolare nei confronti di &#117;&#110; bambino, può essere espletato esclusivamente da una donna. Quindi &#105;&#110; una coppia i ruoli erano rigidamente stereotipati. Le donne &#097; casa e gli uomini &#097; lavorare. &#110;&#111;&#110; c’erano altre possibilità.</p><p>Oggi le cose sono decisamente cambiate, pur tuttavia rimane una forte identificazione dell’uomo rispetto alla sua professione.</p><p>Nel momento &#105;&#110; cui arriva alla, così detta, meritata pensione il suo ruolo socio-professionale lentamente si smonta e contestualmente compaiono malattie e &#105;&#110; molti casi arriva precocemente la morte.</p><p>Ricordo &#099;&#111;&#110; simpatia &#117;&#110; amico Comandante di un’importante compagnia aerea di bandiera, appassionatissimo del suo lavoro, che quando è stato costretto ad andare &#105;&#110; pensione perché aveva superato il limite di età per &#117;&#110; pilota di linea e, nonostante fosse &#117;&#110; uomo pieno di interessi, hobby, ecc. fu colpito da una fortissima labirintite che gli provocava forti e pericolose vertigini quasi da &#110;&#111;&#110; poter più guidare l’automobile. Coraggiosamente avanzai una diagnosi &#117;&#110; po’ istintiva, dicendogli che costretto &#097; &#110;&#111;&#110; volare più si è trovato &#099;&#111;&#110; i piedi &#097; terra e &#097; questa nuova dimensione &#110;&#111;&#110; riusciva ad adattarsi e &#099;&#111;&#109;&#101; avviene &#105;&#110; molte patologie così dette psicosomatiche, si presentano sintomi paradossali. Infatti le vertigini vengono normalmente di fronte ad una sensazione di altezza e di vuoto, esattamente quella che si percepisce quando si vola &#105;&#110; aeroplano. Ma lui, avendo sempre volato fin da ragazzo, il vuoto lo sentiva quando stava &#097; terra. Ovviamente si oppose fermamente alla mia diagnosi istintiva, accompagnando la sua contrarietà &#099;&#111;&#110; una certa sufficienza al limite della scortesia. Fece dovuti accertamenti che io stesso gli consigliai, e nonostante venne rivoltato dalla testa ai piedi, &#110;&#111;&#110; venne fuori nulla che potesse far pensare &#097; qualche alterazione organica.</p><p>La mia diagnosi istintiva, diventò improvvisamente quella ufficiale e ancora oggi convive &#099;&#111;&#110; la sua labirintite, attenuata dai farmaci e da una stabilizzazione generale.</p><p>Se far aderire la propria identità al ruolo professionale, era prima di tutto una necessità, il discorso è &#117;&#110; po’ più complicato quando ci spostiamo sul discorso riferito alla virilità.</p><p>Spostiamoci quindi sulla seconda domanda per dire, prima di tutto, che il maschio ha sempre avuto la necessità di affermare, &#105;&#110; vari modi, la propria virilità ma sicuramente, &#099;&#111;&#109;&#101; accennavo &#105;&#110; precedenza, il modo più appropriato e naturale viene rappresentato attraverso la procreazione.</p><p>Per questo possiamo estendere la domanda, e chiederci: perché i maschi hanno bisogno di rappresentare &#097; se stessi e agli altri la propria virilità?</p><p>La domanda può sembrare banale, mentre invece la risposta, o le risposte &#110;&#111;&#110; lo sono per niente.</p><p>Iniziamo col dire che il simbolo, la prova della virilità maschile si rappresenta &#099;&#111;&#110; l’erezione del pene. Se si osservano i disegni degli adolescenti nei bagni delle scuole superiori e i relativi commenti, è estremamente chiaro che il tutto ruota intorno ad un’affermazione chiara e inequivocabile: “ce l’ho duro!”[2].</p><p>Tutti sappiamo che mentre una donna può rimanere incinta anche senza aver raggiunto l’apice del piacere durante &#117;&#110; rapporto sessuale, per &#117;&#110; uomo l’erezione è assolutamente indispensabile affinché possa eiaculare e quindi fecondare.</p><p>Questo fatto permette di affermare e considerare l’erezione maschile &#117;&#110; elemento necessario alla sessualità e quindi alla procreazione.</p><p>Quindi potremmo arrivare ad una conclusione parziale di questo discorso, affermando che, sia una donna sia &#117;&#110; uomo possono procreare, cioè possono dare continuità alle rispettive esistenze, solo e soltanto se l’uomo ha una erezione. Può sembrare riduttivo e anche &#117;&#110; po’ squallido tutto ciò, ma le cose senza ombra di dubbio funzionano &#105;&#110; questo modo, che piaccia o meno. E aggiungerei che funziona così per tutti gli animali, &#110;&#111;&#110; solo per gli uomini.</p><p>Andiamo avanti. &#117;&#110; maschio sente da una parte la responsabilità della procreazione ma nello stesso tempo &#110;&#111;&#110; ha la garanzia di esserne all’altezza. Infatti una défaillance sessuale è per &#117;&#110; maschio una brutta esperienza che diventa tragedia se si ripete più volte. Se poi avviene &#099;&#111;&#110; donne differenti l’impatto sulla psiche è &#097; dir poco devastante.</p><p>Quindi, è ragionevole pensare che una certa ansia da prestazione, così viene chiamata comunemente, sia normalmente vissuta da &#117;&#110; maschio, anche quando funziona tutto, &#105;&#110; quanto &#110;&#111;&#110; c’è mai nessuna garanzia &#105;&#110; questo senso.</p><p>Ma il motivo per cui &#117;&#110; maschio ha bisogno di affermare, &#097; se stesso e agli altri, la propria virilità dipende dal suo rapporto &#099;&#111;&#110; la morte, che &#099;&#111;&#109;&#101; vedremo, rappresenta una minaccia decisamente maggiore rispetto alla sua compagna.</p><p>Gli esseri umani, tutti, sanno che dovranno morire e rispetto alla morte siamo tutti piuttosto impreparati, anzi direi che siamo totalmente impotenti. Il benessere delle società del primo mondo ha aumentato sensibilmente l’età media, ma nonostante questo miglioramento, la lotta contro la morte è alla fine persa. Purtroppo, tutti dobbiamo morire e l’unica evento che può alleviare il pensiero della propria morte è avere dei figli.</p><p>Il ciclo della vita, &#099;&#111;&#109;&#101; sappiamo, è &#117;&#110; ciclo di vita e di morte e la continuità è garantita dalle nuove nascite e quindi dalla procreazione.</p><p>Ma la cosa curiosa e per certi versi inspiegabile &#099;&#111;&#109;&#101; vedremo, è che gli uomini muoiono prima delle donne e questa differenza è aumentata lentamente, sempre &#105;&#110; favore di un’età media femminile maggiore di quella maschile.</p><p>Nel 1910 la sopravvivenza media femminile &#105;&#110; Europa superava di 3 anni quella maschile. &#105;&#110; tempi recenti, ben 7 sono gli anni che una donna vive mediamente più di &#117;&#110; uomo, &#099;&#111;&#110; punte massime che raggiungono i 9-10 anni &#105;&#110; Polonia e nell&#8217;&#101;&#120; Unione Sovietica.</p><p>In questa tabella possiamo osservare l’evoluzione della speranza di vita alla nascita[3] &#105;&#110; Europa, dal 1910 al 1990.</p><p><strong>TAB. 1</strong> (Fonte: Treccani Enciclopedia delle Scienze Sociali; Caselli 1910-1970; United Nations 1993)</p><p><a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2012/04/1333580416-95.jpg" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="&#8220;IL 52%&#8221; Le certezze perdute del maschio moderno" alt="1333580416 95 &#8220;IL 52%&#8221; Le certezze perdute del maschio moderno" /></a></p><p>Le spiegazioni che vengono date, &#097; questo curioso fenomeno, sono prevalentemente legate &#097; fattori ambientali. Per esempio &#105;&#110; molti sostengono che gli uomini, diversamente dalle donne, hanno storicamente esercitato professioni particolarmente usuranti e che questa potrebbe essere la causa di una età media maschile minore di quella femminile. Ma questa spiegazione la trovo &#105;&#110; primo luogo riduttiva, tenendo conto che fare figli è usurante tanto quanto &#117;&#110; lavoro usurante e &#105;&#110; tempi passati erano molte le donne che morivano per cause legate alla gravidanza e al parto e, &#105;&#110; secondo luogo, è un’affermazione totalmente smentita dai dati sulla mortalità, &#099;&#111;&#109;&#101; vedremo.</p><p>Ancora. Si dice che il fumo è appannaggio dei maschi e, &#099;&#111;&#109;&#101; sappiamo, è una delle principali cause di decesso.</p><p>In molti hanno considerato, &#097; fronte della crescente diffusione anche tra le donne di stili di vita più nocivi, che la naturale evoluzione del fenomeno avrebbe portato &#097; &#117;&#110; annullamento delle distanze tra i due sessi dell’età media. Un&#8217;ipotesi certamente ragionevole, ma che &#110;&#111;&#110; ha mai trovato conferma nella realtà.</p><p>Al contrario, i dati riportati nella precedente tabella dimostrano esattamente l’opposto. Infatti, nonostante l’età media si sia alzata costantemente &#105;&#110; Europa sia per gli uomini sia per le donne[4], è aumentato anche lo scarto tra l’età media maschile e femminile, &#099;&#111;&#109;&#101; abbiamo visto nella Tab. 1.</p><p>Quindi, mi pare evidente che sia insostenibile qualsiasi ipotesi che si orienta nei confronti di variabili ambientali.</p><p>Mi sono convinto, lavorando &#105;&#110; questa ricerca, che i fattori ambientali &#110;&#111;&#110; possono spiegare una differenza di genere &#105;&#110; termini di età media e quindi di mortalità.</p><p>Vedremo adesso &#117;&#110; altro fenomeno demografico, &#097; disconferma delle varie ipotesi ambientali e che ci aiuterà &#097; capire ancora meglio sia aspetti generali sia &#099;&#111;&#109;&#101; si articola la questione della virilità nel maschio.</p><p>Prenderò &#099;&#111;&#109;&#101; riferimento altri dati, estratti dalle tavole dell’ISTAT, per approfondire &#117;&#110; fenomeno demografico piuttosto curioso e per certi versi sconcertante. Nel grafico ho riportato la differenza di decessi medi tra i maschi e femmine, &#105;&#110; funzione dell’età. Il periodo di riferimento va dal 1999 al 2008, dieci anni che sono rappresentativi della condizione attuale. Andando indietro &#099;&#111;&#110; gli anni l’età media si abbassa, sia per i maschi sia per le femmine e paradossalmente c’è &#117;&#110; maggiore equilibrio tra i decessi dei maschi e quelli delle femmine, anche se prevale sempre una sensibile longevità per le femmine (vedi la precedente tabella 1)</p><p>Quello che osserviamo nel grafico 1 è che i maschi muoiono di più e &#105;&#110; molti casi molto di più delle femmine.</p><p>Nella fascia di età che va da 0 &#097; 4 anni, per esempio, si registrano 522 decessi nei maschi e 448 nelle femmine. Ma se ci spostiamo &#105;&#110; avanti &#099;&#111;&#110; l’età, si raggiunge il picco nella fascia di età che va dai 70 ai 74: 11.012 decessi per i maschi contro 6.370,4 per le femmine, quasi il doppio!</p><p>In sintesi, questi dati ci mostrano &#099;&#111;&#110; estrema evidenza che gli uomini muoiono molto più delle donne e, questa tendenza, è indipendente dall’età. (Ovviamente, &#099;&#111;&#109;&#101; si osserva dal grafico, superati gli ottanta anni il rapporto si inverte. Ma mi pare scontato e anche &#117;&#110; po’ tetro, affermare che tutti dobbiamo morire e anche se le donne campano di più, alla fine muoiono anche loro).</p><p><a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2012/04/1333580417-80.jpg" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="&#8220;IL 52%&#8221; Le certezze perdute del maschio moderno" alt="1333580417 80 &#8220;IL 52%&#8221; Le certezze perdute del maschio moderno" /></a></p><p>Da questo grafica notiamo che fin dalla nascita fino &#097; ridosso alla fascia che va dagli 80 anni agli 84 anni compresa, i maschi muoiono molto di più delle donne.</p><p>Adesso proviamo &#097; ragionare su questi numeri per trarre qualche conclusione.</p><p>1)    L’età media, sia per i maschi sia per le femmine, è costantemente aumentata;</p><p>2)    I maschi hanno sempre avuto un’età media inferiore &#097; quella delle femmine e questa differenza è aumentata nel tempo;</p><p>3)    Fin dalla nascita i maschi muoiono più delle femmine, il che va inevitabilmente ad inficiare qualsiasi ipotesi che fa riferimento &#097; variabili di carattere ambientale.</p><p>Ma se esiste una differenza così marcata, ma più che altro presente ad ogni età, dobbiamo necessariamente convincerci che questa dipende da fattori strettamente biologici e quindi innati.</p><p>Possiamo arrivare alla conclusione che i maschi sono più fragili delle femmine?</p><p>Affermare che il maschio è più fragile di una femmina stravolge tanti luoghi comuni, &#105;&#110; primis quello del “sesso debole”. &#110;&#111;&#110; piace ne agli uomini ne alle donne un’affermazione di questo tipo, ma credo che questa sia l’unica conclusione possibile,  direi anche scontata, &#097; cui dobbiamo arrivare, semplicemente osservando la freddezza dei numeri.</p><p>Il problema può essere visto anche invertendo i fattori, e cioè si può dire che una donna è decisamente più forte di &#117;&#110; uomo.</p><p>Anche se può sembrare una cosa inutile rovesciare il punto di osservazione, ci aiuta &#097; capire meglio questo concetto.</p><p>Una donna è attrezzata &#097; generare vita e questa risorsa, probabilmente, la rende più coriacea, la rende sicuramente più coreacea nei confronti della morte, riuscendo &#097; contrastarla &#099;&#111;&#110; maggiore decisione. Questa forza &#110;&#111;&#110; va vista solo ad &#117;&#110; livello strettamente fisico, ma interessa inevitabilmente ogni parte del suo organismo, sia fisico sia mentale.</p><p>Torniamo ora alla domanda da cui siamo partiti: perché i maschi hanno bisogno di rappresentare &#097; se stessi e agli altri la propria virilità?</p><p>A questo punto, dopo aver sviscerato &#117;&#110; po’ di numeri che ci hanno dato una base di conoscenza, possiamo affermare che il maschio è maggiormente vulnerabile, ha strumenti più scarsi nei confronti della morte rispetto ad una femmina e per questo si sente “obbligato” &#097; ostentare la propria virilità nelle forme più bizzarre e pittoresche.</p><p>Attraverso la sua virilità e l’ostentazione nel manifestarla è &#099;&#111;&#109;&#101; se volesse affermare che può procreare e attraverso una nuova vita lottare contro la morte che su di lui esercita una pressione maggiore.</p><p>Ma oggi, per fortuna o purtroppo, viviamo &#105;&#110; &#117;&#110; tempo &#105;&#110; cui la procreazione si è drasticamente ridimensionata. &#105;&#110; primo luogo perché essendoci stato &#117;&#110; crollo della mortalità infantile, l’equilibrio tra vita e morte può essere garantito senza dover fare molti figli. &#105;&#110; secondo luogo, attraverso varie forme di fecondazione assistita il ruolo maschile è sempre più marginale.</p><p>I vari centri che si occupano del problemi di fecondazione riducono il problema ad aspetti strettamente medici, per cui una donna è &#117;&#110; uovo da fecondare e l’uomo &#117;&#110; seme da utilizzare. Ma certamente i riflettori, &#105;&#110; termini di fecondazione assistita, sono accesi tutti sulla donna, semplicemente perché è lei che dovrà fare il figlio e tutti i mezzi che vengono utilizzati, dalle stimolazioni ormonali alle varie forme di inseminazione, sono indirizzati sulla donna. Il ruolo dell’uomo è estremamente marginale e se ci si rivolge alla banca del seme, diventa assolutamente nullo.</p><p>Tornando al problema da cui siamo partiti e sintetizzando tutto questo ragionamento, possiamo dire, &#099;&#111;&#110; &#117;&#110; certo imbarazzo, che il maschio oggi ha un’utilità sensibilmente minore di prima. Ciò è avvenuto e avviene, sia per &#117;&#110; cambiamento nelle professioni, &#110;&#111;&#110; più appannaggio maschile, sia per una profonda trasformazione del processo procreativo.</p><p>I due pilastri portanti dell’identità maschile, ruolo socio-professionale e virilità, sono stati, per i motivi sopra esposti, drasticamente ridimensionati e oggi &#117;&#110; maschio, deve fare i conti &#099;&#111;&#110; una ristrutturazione profonda della propria identità.</p><p>Se, &#099;&#111;&#109;&#101; penso, l’erezione è la prova incontrastata della virilità maschile, risulterà normale che proprio questa viene depressa.</p><p>Ovviamente viene da chiedersi quali possono essere le soluzioni ad &#117;&#110; problema che è certamente diffuso e preoccupante.</p><p>Diciamo prima di tutto, che la soluzione, ammesso che ve ne sia una specifica, &#110;&#111;&#110; passa attraverso l’utilizzo del <a
href="http://chaliscialis.com/topillsv/">viagra</a>. Purtroppo assistiamo ad una diffusione impressionante del farmaco, sia attraverso le normali e legali reti medico-farmaceutiche sia attraverso &#117;&#110; commercio parallelo su internet.</p><p>Ma la “soluzione” del <a
title="viagra" href="http://problemierezione.com/topillsv">viagra</a> è una &#110;&#111;&#110; soluzione, nel senso che rappresenta una totale negazione del problema e di conseguenza comporta una dichiarazione di resa.</p><p>Concludo dicendo che la soluzione &#110;&#111;&#110; è una soluzione pratica, ma passa attraverso &#117;&#110; riassetto profondo dell’identità maschile cioè  attraverso l’assunzione di nuovi riferimenti che necessariamente dovranno fare i conti &#099;&#111;&#110; una realtà &#105;&#110; movimento.</p><p>Dott. Giorgio Carnevale</p><p>[1] &#097; &#116;&#097;&#108;&#101; proposito può essere utile e anche divertente ascoltare o leggere &#117;&#110; brano di G. Gaber “Il comportamento”, che tratta proprio della differenza tra &#117;&#110; comportamento ben definito appartenente &#097; due generazioni fa e quello delle generazioni successive, &#105;&#110; cui i comportamenti risultano essere più indefiniti .</p><p>[2] &#110;&#111;&#110; c’è da scandalizzarsi più di tanto, quindi, che il Presidente del terzo partito d’Italia, l’On Bossi, ha fatto del celodurismo il suo motto. Capisco che possa creare imbarazzo, ma evidentemente il motto leghista fa presa ad &#117;&#110; livello primitivo, sia di &#117;&#110; uomo sia di una donna.</p><p>[3] Questa rappresenta il numero medio di anni che &#117;&#110; individuo vivrebbe qualora sperimentasse durante la sua vita i livelli di mortalità registrati nell&#8217;anno di osservazione.</p><p>[4]Per i maschi la differenza tra la speranza di vita tra il 1910 e il 1990 è pari &#097; 24,3, mentre per le femmine è di  27,9</p><p>https://www.facebook.com/notes/dott-giorgio-carnevale/il-52-le-certezze-perdute-del-maschio-moderno/10150569287984242</p></p><p><a
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href="http://www.impotenzamaschilerimedi.it/">impotenza maschile</a> è uno dei maggiori problemi negli uomini ai giorni d&#8217;oggi, ed è uno dei peggiori disturbi attraverso il quale devono passare gli uomini. Impotenza Maschile Sintomi si manifesta quando un uomo &#110;&#111;&#110; ha modo di avere una vera <a
title="erezione" href="http://problemierezione.com/topills">erezione</a>, e &#110;&#111;&#110; si può riprodurre. Questo causa &#110;&#111;&#110; pochi problemi ad un uomo che &#110;&#111;&#110; è in grado di avere una propria vita sessuale ne di avere rapporti sessuali. Questo porta tantissimo imbarazzo e frustrazione sessuale in quanto la persona &#110;&#111;&#110; è in grado di avere alcun tipo di contatto sessuale fino a che l&#8217;impotenza &#110;&#111;&#110; sarà risolta. Ad ogni modo, come impotenza maschile cure, i passaggi principali che devono essere intrapresi comprendono la ricerca dell&#8217;esatta causa dell&#8217;impotenza. Esistono diverse ragioni &#112;&#101;&#114; cui una persona potrebbe divenire impotente, quindi è importante che ogni opzione sia presa in considerazione prima che Impotenza Maschile Cure siano trovate.</p><p>Se hai altre malattie, come problemi renali, neurologici o diabete, le possibilità di soffrire di impotenza sono molto più alte. Anche se l&#8217;impotenza &#110;&#111;&#110; ha chiari segni o sintomi, può essere diagnosticata con un analisi accurata che ne determini le cause. Un&#8217;altra causa dell&#8217;impotenza può essere legata a problemi relativi al tuo pene malato che potrebbero richiedere un&#8217;operazione. Se conduci una vita sedentaria ed inattiva, c&#8217;è una buona probabilità che si stiano formando coaguli di sangue vicino all&#8217;inguine.</p><p>Il coagulo di sangue causerà un calo significativo nella circolazione del sangue nel tuo corpo che renderà difficile al tuo pene diventare eretto nei momenti di eccitazione. Quando il pene è sessualmente eccitato, il livello di sangue nel tuo organo sessuale aumenta. Questo veloce afflusso di sangue provoca l&#8217;erezione. Se è presente un coagulo di sangue, la circolazione &#110;&#111;&#110; aumenterà questo significa che anche se sarai eccitato, il tuo pene &#110;&#111;&#110; risponderà agli stimoli del cervello.</p><p>Impotenza Maschile Cure: Rimedi Naturali<p>Per questo motivo, esistono diversi impotenza rimedi che puoi sperimentare &#112;&#101;&#114; raggiungere migliori risultati e curarti dall&#8217;<strong>impotenza</strong> una volta &#112;&#101;&#114; tutte. Se stai cercando un rimedio chimico all&#8217; impotenza maschile, quello che devi fare è consultare un dottore &#112;&#101;&#114; avere una ricetta &#112;&#101;&#114; medicinali che possano curare la tua impotenza. Esistono svariate pillole e medicinali che possono farti curare l&#8217;impotenza maschile cause. Ad ogni modo, c&#8217;è un&#8217;altissima probabilità che queste pillole abbiano un impatto sul tuo stato di salute, ed anche effetti collaterali. &#112;&#101;&#114; questo motivo è importantissimo che tu sia sicuro nel caso decida di ricorrere a risorse mediche o pillole.Impotenza maschile cure naturali sono generalmente preferiti da una grande parte di persone, soprattutto perchè &#110;&#111;&#110; hanno effetti collaterali che potrebbero causare altri problemi. I rimedi naturali all&#8217;impotenza maschile includono l&#8217;utilizzo di terapie a base di erbe come anche alcuni esercizi &#112;&#101;&#114; curare la persona dall&#8217;impotenza. Dovrai anche modificare la tua dieta e mangiare solo cibi sani, in più dovrai adottare uno stile di vita attivo se vorrai curare i tuoi problemi di impotenza e vivere una felice vita sessuale.</p><p>Per Ulteriori Approfondimenti clicca su questo link</p><p>===&gt;<strong> <a
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isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/sesso-disfunzione-erettile-aiutiamo-luomo-con-i-pistacchi-2/</guid> <description><![CDATA[I pistacchi curano i problemi sessuali maschili &#8211; Si dice che i rimedi naturali siano sempre i migliori e che &#105;&#110; fin dei conti possano curare quasi ogni cosa&#8230; persino i problemi sessuali! Già, proprio quelle antipatiche defaiance che spesso &#8230; <a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2012/01/1327316416-45.jpg" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="SESSO: disfunzione erettile? aiutiamo l&#8217;uomo con i pistacchi &nbsp;" alt="1327316416 45 SESSO: disfunzione erettile? aiutiamo l&#8217;uomo con i pistacchi &nbsp;" /></a>I pistacchi curano i problemi sessuali maschili</strong> &#8211; Si dice che i rimedi naturali siano sempre i migliori e che &#105;&#110; fin dei conti possano curare quasi ogni cosa&#8230; persino i <strong>problemi</strong> <strong>sessuali</strong>! Già, proprio quelle antipatiche defaiance che spesso colpiscono il nostro lui proprio sul più bello, lasciando noi a bocca asciutta e lui &#105;&#110; preda a vergogna e paranoie.</p><p>Il rimedio &#105;&#110; questo sembra più facile di quanto si possa pensare; sembra infatti che basti andare a fare un bell&#8217;aperitivo di coppia: spumante, una chiacchierata e tanti, tanti <strong>pistacchi</strong>! Proprio questi piccoli esemplari di <strong>frutta secca</strong> sono, secondo una recente ricerca scientifica, i migliori alleati dell&#8217;uomo: i ricercatori turchi, coordinati dal dottor M. Aldemir, hanno infatti verificato che una buona dose giornaliera di pistacchi ha un effetto positivo sulla circolazione sanguigna e i muscoli coinvolti nell’<a
title="erezione" href="http://problemierezione.com/topills">erezione</a> maschile.</p><p>Il loro studio ha coinvolto 12 uomini sposati, tutti &#099;&#111;&#110; diagnosi di disfunzione erettile da oltre un anno: i soggetti sono stati invitati a mangiare 100 grammi al giorno di <strong>pistacchi</strong> e, nelle tre settimane dello studio, sembrano aver fatto &#8220;passi da gigante&#8221; tra le lenzuola.</p><p>l&#8217;osservazione ha riguardato un numero certo esiguo di persone ma ciò non toglie che i risultati facciano ben sperare tutti noi&#8230; uomini &#105;&#110; primis!</p><p><strong>LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI SULL’ESSERE MAMMA CLICCANDO <a
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&#8220;AUMENTA L&#039;IMPOTENZA&#8221;</title><link>http://chalis-cialis.com/porno-uomini-a-rischioaumenta-limpotenza/</link> <comments>http://chalis-cialis.com/porno-uomini-a-rischioaumenta-limpotenza/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Nov 2011 05:00:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Mr. Maximus</dc:creator> <category><![CDATA[Uncategorized]]></category> <category><![CDATA[mette]]></category> <category><![CDATA[pi]]></category> <category><![CDATA[ricerca]]></category> <category><![CDATA[sessuologia]]></category> <category><![CDATA[viagra]]></category><guid
isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/porno-uomini-a-rischioaumenta-limpotenza/</guid> <description><![CDATA[ROMA &#8211; Impotenza, perdita di libido, aumento dei rischi di infarto e di malattie che si trasmettono per via sessuale. Sono tutti rischi dell&#039;abuso di materiale erotico, sia per gli uomini che per le donne, anche se sono i primi &#8230; <a
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AUMENTA L&#039;IMPOTENZA" alt=" PORNO, UOMINI A RISCHIO:
AUMENTA L&#039;IMPOTENZA" /><p>ROMA &#8211; Impotenza, perdita di libido, aumento dei rischi di infarto e di malattie che si trasmettono per via sessuale. Sono tutti rischi dell&#039;abuso di materiale erotico, sia per gli uomini che per le donne, anche se sono i primi i soggetti pi</p><p><a
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isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/obiettivi-come-smettere-di-rinviare/</guid> <description><![CDATA[Stai ancora rimandando? Dopo il grande successo del mio audio &#8220;Prendi la mira!&#8221; la guida per raggiungere i tuoi obiettivi nel 2011, ho pensato che sarebbe stato di aiuto per i miei lettori scrivere &#117;&#110; articolo sulla procrastinazione, ossia la &#8230; <a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2011/04/1303603218-12.gif" style="clear:both;clear:both;margin:0 15px 15px 0;width:500px" title="=&gt; Obiettivi. Come smettere di rinviare." alt="1303603218 12 =&gt; Obiettivi. Come smettere di rinviare." /><p>Stai ancora rimandando? Dopo il grande successo del mio audio &#8220;Prendi la mira!&#8221; la guida per raggiungere i tuoi obiettivi nel 2011, ho pensato che sarebbe stato di aiuto per i miei lettori scrivere &#117;&#110; articolo sulla procrastinazione, ossia la tendenza a rimandare. Se sei tra queste persone, questo articolo ti sarà di grande aiuto.</p><p>Secondo una ricerca il 24 % della persone si definisce &#117;&#110; procrastinatore; la cosa buffa è che sicuramente questo dato è sottostimato, poiché ci sarà una bella fetta di procrastinatori tra coloro che hanno rimandato di consegnare il questionario!</p><p>Battute a parte, la prima cosa da fare se vogliamo smettere di rinviare è quella di chiedersi onestamente se la cosa che stiamo rinviando di fare è veramente importante per noi (cosa non sempre facile, lo so! ). Saper discernere cose importanti e urgenti è alla base del<strong> successo personale.</strong></p><p>Ma quali sono le principali cause della procrastinazione?</p><p>La <strong>paura del fallimento</strong> è senz’altro una delle prime. Quando qualcuno ha paura di affrontare qualcosa avverte delle resistenza più o meno coscienti e la tentazione di evitare di affrontare la situazione prende il sopravvento. Uno dei modi di mettere in atto questo evitamento e al contempo mettere momentaneamente a posto la coscienza è quello di dirsi: “lo farò dopo”.</p><p>Il <strong>perfezionismo</strong> è &#117;&#110; altro fattore che facilita la procrastinazione. “Se io faccio qualcosa la faccio bene”: sano principio per carità, ma quante volte puoi in coscienza affermare di non aver rimandato l’inizio di &#117;&#110; progetto importante perché non ti sentivi pronto e all’altezza di aspettative perfezionistiche?</p><p>Certo, non mi metterei in mano ad &#117;&#110; chirurgo che seguisse questa logica, “intanto apriamo e poi vediamo se sono all’altezza di eseguire l’intervento J”, ma ci sono una miriade di imprese che di possono portare avanti &#099;&#111;&#110; successo, se si riesce a tollerare una umana e normale imperfezione; e se ci pensiamo bene, la maggior parte dei successi sono frutto di &#117;&#110; processo, una costruzione fatta di aggiustamenti continui, tentativi <a
title="ed" href="http://problemierezione.com/topills">ed</a> errori. Persino gli aerei che quotidianamente solcano i nostri cieli e che arrivano puntuali alla meta, sono per la maggior parte del tempo fuori rotta, di poco ma è così! Naturalmente la stessa viene corretta momento per momento e questo permette di mantenere la traiettoria prevista. (Ora che ci penso anche chi guida un’automobile fa la stessa cosa!)</p><p>Lo <strong>scarso autocontrollo. </strong>Beh! Già una persona che sia consapevole della sua tendenza al perfezionismo o della paura del fallimento, ha più autocontrollo della media degli umani.</p><p>Il non suddividere in parti &#117;&#110; progetto più grande alimenta i primi due punti citati e ne è al tempo stesso una soluzione. Una sottometa permette di avvertire meno ansia e di sentire alla propria portata il compito.</p><p>La <strong>scarsa stima dei tempi. </strong>Chiunque abbia mai preparato &#117;&#110; esame all’università sa di cosa parlo! In genere le previsioni sono troppo ottimistiche, &#099;&#111;&#110; il risultato di ritrovarsi &#099;&#111;&#110; l’acqua alla gola allo scadere del tempo a disposizione. Richard Bandler, il genio della PNL racconta che finiva di preparare gli esami già nella prima settimana comportandosi &#099;&#111;&#109;&#101; se fosse l’ultima e poi si rilassava il resto del tempo, beato lui!</p><p>Le <strong>distrazioni! </strong>Ad esempio pensare che mentre sei li  a lavorare ti stai perdendo l’opportunità di fare qualcos’altro! In questo cosa manca proprio la capacità di rimanere focalizzati nel qui e ora, cosa che è naturalmente facilitata dal fatto di aver scelto &#117;&#110; compito che ci piace e siamo motivati a fare.</p><p>E naturalmente adesso vuoi la soluzione!</p><p>Beh, ho citato abbastanza ostacoli e difficoltà che, se proprio fanno tutti parte della tua vita in maniera massiccia, la soluzione è quella di intraprendere &#117;&#110; bel cammino di <strong>Crescita Personale.</strong></p><p>Qui non posso che svelarti &#117;&#110; trucco facile e veloce, ma che da solo può fare la differenza!</p><p><strong>Effetto Ziegarnik</strong>. “Cosa? E che è?” direbbero a Roma.</p><p>La Ziegarnik. fu incuriosita dal comportamento dei camerieri che prendevano le ordinazioni ai tavoli di &#117;&#110; Café di Vienna e si chiese &#099;&#111;&#109;&#101; facevano a ricordarle perfettamente nonostante la grande mole di lavoro. Col tempo notò altresì &#099;&#111;&#110; altrettanta meraviglia che gli stessi camerieri una volta che il conto era stato pagato dimenticavano altrettanto rapidamente tutto, anche a distanza di pochi minuti.</p><p>E’ &#099;&#111;&#109;&#101; se l’atto del pagare il conto facesse scattare una specie di “reset” nella mente del cameriere  rispetto a quella memoria.</p><p>Gli esperimenti che la Z. fece successivamente confermarono che quando si inizia &#117;&#110; qualsiasi compito si avverte una sorta di urgenza al completamento del compito stesso e che mantiene attiva anche la memoria, che rimane attiva anche se il compito viene interrotto per cause di forza maggiore.</p><p>Un’applicazione pratica dell’effetto Ziegarnik è proprio questa e funziona!</p><p>Stai rimandando di fare qualcosa che dovresti e vorresti fare? Bene, fallo solo per 5 minuti: 15, 30, ma inizia a farlo! Scatenerai la naturale tendenza a voler concludere e ti accorgerai che le resistenze svaniscono.</p><p>Avrai fatto anche tu l’esperienza di non voler andare in palestra e a lezione di ballo o qualsiasi altro impegno serale, “perché oggi sono proprio stanco”, per poi superato lo scoglio iniziale, ritrovarsi li contentissimi di esserci.</p><p>Ecco dunque cosa fare. Qualsiasi sia il compito che vuoi iniziare a fare, inizia! Fallo anche solo per 5 minuti!</p><p>Ti aiuterà a superare la forza di inerzia iniziale, proprio il cominciare a farlo.</p><p>Usa &#117;&#110; cronometro, o punta la sveglia del tuo cellulare, perché suoni dopo 5 minuti, e per quel tempo immergiti nell’attività. Ti accorgerai che al suonare della sveglia, avrai voglia di riprovarci per &#117;&#110; periodo di 10 minuti e così &#118;&#105;&#097;, sarai sempre più capace di settare periodi ininterrotti di lavoro sempre più lunghi. Ti consiglio comunque di fare una pausa dopo 50 minuti circa.</p><p>Devi andare a correre? Non ti va, ma avevi deciso di farlo e fa parte degli obiettivi che vuoi raggiungere. Bene, metti scarpette e pantaloncini, esci di casa e chiudi la porta ( ricordati le chiavi J ); a quel punto se vuoi puoi tornare indietro, ma molto probabilmente una voce dentro di te ti dirà “che cosa stai facendo qui fermo &#099;&#111;&#109;&#101; &#117;&#110; … “ e ti metterai a correre!</p><p>Sono sicuro che saprai adattare questo principio in maniera creativa alle tue esigenze. Ora non mi resta che salutarti.</p></p><p><a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2011/04/1302008426-14.jpg" style="clear:both;clear:both;margin:0 15px 15px 0;width:500px" title="Terremoto: bimbi abruzzesi non dimenticano, effetti su psiche a lungo termine" alt="1302008426 14 Terremoto: bimbi abruzzesi non dimenticano, effetti su psiche a lungo termine" /><p>Roma, 4 apr. (Adnkronos Salute) &#8211; Dall&#8217;Aquila al Giappone i bambini non dimenticano il terremoto che hanno vissuto. A distanza di ben 24 mesi dal sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese e i paesi limitrofi, &#117;&#110; piccolo su quindici rivive ancora lo stesso attimo drammatico, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore: sintomi di una sindrome postraumatica da stress. Il dato emerge dalla prima ricerca sul campo mai realizzata al mondo &#112;&#101;&#114; analizzare, &#099;&#111;&#110; obiettivit&agrave; scientifica, quali cicatrici portino dentro di s&eacute; i bambini esposti a catastrofi naturali.</p><p>Un&#8217;indagine promossa dall&#8217;Ordine dei ministri degli infermi Camilliani &#099;&#111;&#110; il coordinamento scientifico dell&rsquo;ospedale pediatrico Bambino Ges&ugrave;, il sostegno della Caritas italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi. Conclusa la fase di screening, la ricerca &egrave; ora entrata nella fase della conferma, tramite visita specialistica neuropsichiatrica, delle diagnosi emerse dai test. Sono circa 2.000 i bambini abruzzesi a cui sono stati proposti i questionari dai pediatri del luogo e che hanno aderito volontariamente alla ricerca: 500 di et&agrave; compresa tra i 3 e i 5 anni e oltre 1.500 i tra i 6 e i 14 anni.</p><p>E&#8217; proprio nella fascia d&rsquo;et&agrave; 6-14 anni che si differenzia la risposta al trauma a seconda della maggiore o minore prossimit&agrave; del bambino all&rsquo;epicentro del sisma e che si fa consistente il dato legato alla sindrome postraumatica da stress: a esserne colpito &egrave; ben il 7,1% dei ragazzi, ovvero pi&ugrave; di 100 su 1.500. Ancora pi&ugrave; alto il dato relativo all&rsquo;ansia legata all&rsquo;evento traumatico, riscontrata nell&rsquo;11% dei giovani sottoposti allo screening: 165 su 1.500. Seguono i disturbi dell&#8217;affettivit&agrave; (7,7%), vale a dire quella serie di problemi legati all&rsquo;attivit&agrave; emotiva: fragilit&agrave; d&#8217;umore, ipervigilanza, esagerate o alterate risposte al contesto ambientale.</p><p>Nella fascia 3-5 anni non sono invece stati rilevati problemi neuropsichiatrici gravi se non &#8211; nel 6% dei casi &#8211; &#117;&#110; disturbo d&#8217;ansia di probabile origine non post traumatica: la stessa percentuale &egrave; infatti riscontrabile nella popolazione pediatrica generale, ovvero anche tra quei bambini che non sono stati vittime di &#117;&#110; violento terremoto. Inoltre &egrave; stata rilevata una certa omogeneit&agrave; di condizione tra i piccoli aquilani e i bambini delle altre provincie d&rsquo;Abruzzo.</p><p>Lo studio rivela quindi che pi&ugrave; il bambino &egrave; piccolo, minori sono gli esiti del trauma: in questo caso concorrono pi&ugrave; fattori ambientali di &#8216;protezione&#8217; &#099;&#111;&#109;&#101; la famiglia e l&rsquo;et&agrave;, intesa &#099;&#111;&#109;&#101; livello di sviluppo e maturazione del sistema nervoso. Conoscere &egrave; il primo requisito &#112;&#101;&#114; poter intervenire. Il progetto &#8211; e questo &egrave; &#117;&#110; ulteriore elemento innovativo &#8211; non si ferma infatti allo screening dei fattori di rischio e degli effetti prodotti da una tragedia naturale sulla psiche di bambini e adolescenti o alla conferma della diagnosi, ma, conseguentemente, attiva processi formativi e terapeutici ad hoc.</p><p>In tal senso, la ricerca ha attivato percorsi di formazione &#112;&#101;&#114; pediatri e insegnanti &#112;&#101;&#114; riconoscere e gestire (ad esempio attraverso interventi di educazione alla pro-socialit&agrave;) la sindrome postraumatica da stress. Grazie agli ottimi risultati raggiunti si &egrave; deciso di replicare l&#8217;esperienza nella popolazione del Cile, colpita nel febbraio dello scorso anno da una terribile scossa sismica. In virt&ugrave; delle solide evidenze scientifiche su cui si fonda, lo studio costituisce infatti &#117;&#110; modello applicabile a tutte quelle zone colpite da catastrofi naturali, in primis Haiti e Giappone.</p></p><p>&lt;a href=&quot;http://www.corrieredellosport.it/adnkronos/2011/04/04-164846/Terremoto%3A+bimbi+abruzzesi+non+dimenticano,+effetti+su+psiche+a+lungo+terminetag:news.google.com,2005:cluster=http://www.corrieredellosport.it/adnkronos/2011/04/04-164846/Terremoto: bimbi abruzzesi non dimenticano, effetti su psiche a lungo termineMon, 04 Apr 2011 15:36:40 GMT 00:00&#8243;&gt;Terremoto: bimbi abruzzesi non dimenticano, effetti su psiche a lungo termine</a></p><p><a
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isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/liberamente-elite-orecchie-dasino/</guid> <description><![CDATA[Non si può più sfogliare &#117;&#110; quotidiano senza essere puntualmente informati sui danni che il fumo provoca: cancro, impotenza, balbuzie, emorroidi, incontinenza, infarti, insomma almeno 120 malattie sono causate dal fumo. Questa mancava all&#8217;elenco: il fumo brucia le cartilagini. Le &#8230; <a
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src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2011/03/1301612417-91.png" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="LIBERAMENTE ELITE: Orecchie dasino" alt="1301612417 91 LIBERAMENTE ELITE: Orecchie dasino" /></a><br
/>Non si può più sfogliare &#117;&#110; quotidiano senza essere puntualmente informati sui danni che il fumo provoca: cancro, impotenza, balbuzie, emorroidi, incontinenza, infarti, insomma almeno 120 malattie sono causate dal fumo.</p><p>Questa mancava all&#8217;elenco: il fumo brucia le cartilagini. Le cartilagini? Ebbene si! Da una ricerca della <a
href="http://www.rheumatology.org.uk/">British Society for Rheumatology</a> è emerso che il fumo nuoce gravemente alle cartilagini. Bravissimi, interessante scoprire &#099;&#111;&#109;&#101; siano arrivati &#097; questa scoperta che cambierà il destino &#097; molte persone.</p><p>Ovviamente è stato presentato &#117;&#110; questionario sul fumo ai pazienti, poi li si è sottoposti ad una risonanza magnetica. Dopo due anni, tempo dettato da ogni screening che si rispetti, si è ripetuto l&#8217;esame.</p><p>E il sorprendente risultato è che nei fumatori la perdita di cartilagine era di 11 volte maggiore rispetto &#097; chi non conosce il piacere del tabacco. Sarebbe interessante sapere cosa significa questo &#8220;11 volte superiore&#8221; ma la fumosità degli studi sui danni da fumo non spiega mai cosa significhino questi numeri!</p><p>Le conclusioni sono molto interessanti, qui la fantasia dei camici bianchi si spreca. Il veleno che si aspira mentre si gusta &#117;&#110; buon prodotto &#097; base di tabacco passa nel circolo sanguigno e questo veleno raggiunge tutte le parti del corpo, nessuna esclusa, cartilagini comprese.</p><p>Per cui caratteristiche fisiche dei fumatori non sono solo denti neri, pelle spenta, ma anche assenza di orecchie. Si! Assenza di orecchie essendo le stesse costituite da cartilagini, in mancanza della dovuta ossigenazione e in aggiunta dei pericolosi veleni contenuti nel tabacco, sono destinate &#097; cadere.</p><p>Nessuno ci racconta quanto sia costato questo studio, altrimenti oltre alle orecchie potrebbero cadere altre parti del corpo.</p><p>Fonte <a
href="http://www.forcesitaly.org/Portale_News/index.php">Forces</a> Tratto da <a
href="http://www.corriere.it/salute/reumatologia/09_ottobre_01/fumo-sigarette-danneggia-cartilagini_3849e3a4-adcc-11de-a90c-00144f02aabc.shtml">Corriere.it</a></p><p><a
href="http://www.fumarefabene.com/2010/03/orecchie-dasino.html">LIBERAMENTE ELITE: Orecchie d&#8217;asino</a></p><p><a
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isPermaLink="false">http://chalis-cialis.com/rapporti-sessuali-occasionali-un-piacere-al-femminile-disfunzioni-sessuali-dintorni/</guid> <description><![CDATA[Rapporti sessuali occasionali: chi ha detto che piacciono solo agli uomini? Un team di psicologi dell&#8217;Università del Michigan, negli Stati Uniti, guidati da Terri Conley, ha condotto un indagine sui rapporti sessuali occasionali smitizzando la falsa credenza che sia solo &#8230; <a
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href="http://ledisfunzionisessuali.myblog.it/media/02/01/1502367989.jpg" rel="shadowbox[sbpost-5949];player=img;"><img
src="http://chalis-cialis.com/wp-content/uploads/2011/03/1300453243-27.jpg" style="float:left;clear:both;margin:0 15px 15px 0" title="Rapporti sessuali occasionali:  un piacere al femminile : Disfunzioni Sessuali &amp; Dintorni" alt="1300453243 27 Rapporti sessuali occasionali:  un piacere al femminile : Disfunzioni Sessuali &amp; Dintorni" /></a></p><p><b>Rapporti sessuali occasionali: chi ha detto che piacciono solo agli uomini?</b></p><p>Un team di psicologi dell&#8217;Università del Michigan, negli Stati Uniti, guidati da Terri Conley, ha condotto un <b>indagine sui rapporti sessuali</b> occasionali smitizzando la falsa credenza che sia solo un piacere maschile. Infatti i ricercatori hanno dimostrato scientificamente che i rapporti sessuali occasionali piacciono alle donne … forse anche di più di quanto possano piacere agli uomini.</p><p>L’indagine è partita prendendo in considerazione un vecchio studio del 1989 condotto da Rusell Clarck <a
title="ed" href="http://problemierezione.com/topills">ed</a> Helaine Hatfield sugli approcci sessuali occasionali di uomini e donne. All’epoca la ricerca aveva evidenziato che&nbsp; più del 75% degli uomini dinanzi a delle avance di tipo sessuale avevano mostrato di gradire dei rapporti sessuali occasionali, al contrario delle donne meno inclini a rapporti sessuali occasionali &#099;&#111;&#110; degli sconosciuti.</p><p><b>La predisposizione degli uomini e la reticenza delle donne</b> verso i rapporti sessuali occasionali, era spiegata dal fatto che le donne, molto più degli uomini, erano legate a strategie di tipo “evolutivo”. Vale a dire che le donne erano più selettive e alla ricerca di rapporti più stabili e non di semplici rapporti sessuali occasionali, mentre gli uomini, smaniosi di diffondere il proprio patrimonio genetico, erano assai più inclini a dei rapporti sessuali occasionali che non necessariamente implicassero una relazione salda.</p><p><b>Rapporti sessuali occasionali: cambiano i tempi e cambiano le donne</b></p><p>A vanificare le ricerche del passato in merito ai rapporti occasionali, vi è proprio lo studio dei ricercatori Rusell Clarck ed Helaine Hatfield, nonché il pensiero e le ricerche dello psicologo Terri Conley dell’Università del Michigan. Secondo gli esperti il modo di vedere i rapporti sessuali occasionali non è poi così differente tra uomini e donne, in quanto cambiano i tempi e cambiano anche le implicazioni psicologiche degli individui.</p><p>Le donne, sono rimaste, come negli anni ’80, certamente più selettive, ma meno restie a passare una notte &#099;&#111;&#110; uno sconosciuto. Questo significa che i sondaggi ed i test più recenti hanno portato alla luce <b>una donna più sicura di se e della propria sessualità</b>. Pertanto se i rapporti sessuali occasionali si presentano ben venga! Purché il partner sia scelto &#099;&#111;&#110; gusto e secondo un sesto senso tipico delle donne che sanno riconoscere le doti amatorie in un uomo.</p></p><p><a
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